CHIESA MADRE
MARSALA
    
ASSEMBLEA PARROCCHIALE 20 OTTOBRE 2014
 “La Parrocchia famiglia di famiglie in prospettiva missionaria”

Riflessione di p. Mario Fugazza
Di noi il Vangelo dice che siamo chiamati ad essere nel mondo lievito (e il lievito, farina andata a male, si associa alle nostre fragilità); siamo chiamati ad essere nel mondo sale (e il sale si scioglie, diventa invisibile).
Nel prologo di Giovanni leggiamo che il Verbo si fece carne, e pose la sua tenda in mezzo a noi. Poi noi abbiamo costruito i campanili; a allora ci si chiede: la Chiesa deve essere tenda o campanile?
L’immagine evangelica è quella di piantare tende, di uscire nel mondo e piantare tende in mezzo all’umanità. Ancora non ci rendiamo conto che i campanili sono crollati. Prendiamo spunto dalla parabola del buon samaritano.
Chi è il mio prossimo? Ci accorgiamo, però, che la domanda è sbagliata: infatti, chi dice “chi è il mio prossimo”?  Io!
Allora se io devo rispondere alla domanda su chi è il mio prossimo, l’immagine è quella di cerchi concentrici attorno a me: nel primo cerchio c’è la famiglia; nel secondo ci sono i parenti; nel terzo ci sono gli amici, e così via….
Come risponde la Chiesa alla domanda: “chi è il mio prossimo”? Anche quì, la Chiesa al centro di cerchi concentrici: nel primo ci sono i bambini; nel secondo i genitori; poi i parrocchiani; seguono i malati, i morti, e così via…
Ma nella parabola Gesù alla fine chiede: “Chi si è fatto prossimo”? E’ una domanda che suona come una rivoluzione copernicana; infatti al centro c’è l’altro, il mondo. Notiamo come di volta in volta noi siamo qua a chiederci chi mettere al centro.
    


Riflessione di Suor Rosmary  Apaza  
La Comunità che annunciava il Cristo Risorto era sostenuta dalla sua Parola. Cominciavano a ricordare le cose vissute con Gesù; così la Chiesa missionaria fa memoria della eredità che Gesù ci ha lasciato. La realtà è trasformata per la Parola di Dio. La gloria di Dio è l’uomo vivente, che è illuminato dalla sua Parola. Gesù ha lavato i piedi ai discepoli. Si è coinvolto e ha coinvolto gli altri mettendosi in ginocchio, affermando: “sarete beati se farete questo”.
In Evangelii Gaudium papa Francesco afferma che gli evangelizzatori hanno l’odore di pecora, accompagnano l’umanità in tutti i suoi processi, si prendono cura del grano, ma senza perdere la pace a causa della zizzania.
Il discepolo sa offrire la vita intera fino al martirio perchè la Parola venga accolta. Non c’è altro orizzonte che l’amore; ed ogni comunità evangelizzatrice è sempre in festa, gioisce pienamente perché sempre si rinnova.

Riflessione di p. Mario
Il n. 24 dell’Evangelii Gaudium è tra i più significativi, riguardo alla Chiesa in uscita. Essa fa il primo passo per uscire e per incontrare, agli incroci delle strade, l’essere umano. Come? 
Prima passo: Lettura del territorio. Cosa significa? Significa raccogliere informazioni per sapere come la gente vive. E’ un uscire di notte per vedere cosa succede. Infatti a noi non importa una Chiesa che sia bella, ma a noi interessa il mondo (giovani, immigrati, poveri, etc.). 

Riflessione di suor Rosmary
Secondo passo: Dividere la parrocchia in piccole comunità, in cenacoli in cui leggere la Parola. Organizzare piccole comunità di base, suddividendo il territorio in settori, e poi convergere tutti quanti in Chiesa.
Una Chiesa in uscita è quella che si organizza, prega, ascolta la Parola e và. Tutti sappiamo che è importante formare le persone. E’ necessaria una formazione a tutti i livelli e la progettazione di un percorso; è importante prendersi del tempo per fare discernimento alla luce della Parola di Dio. Noi crediamo in una Chiesa vicina ai bisognosi, che ama, si converte, prega e perdona. 

Riflessione di p. Mario
Una domanda che potremo farci è: cosa sono i Sacramenti? Essi sono i gesti di tenerezza e di vicinanza che Dio compie attraverso la Chiesa. E’ la carezza di Dio che sana chi è caduto, chi si trova a terra. Allora la messa bisognerebbe celebrarla anche fuori. Quando vado a benedire una salma, io chiedo se c’è qualcuno che vuole ricevere la comunione, in attesa del funerale dell’indomani. Se è vero che i Sacramenti sono la mano di Dio che tocca per sanare, allora dobbiamo cogliere queste occasioni e lanciare queste proposte.

Risposte alle domande poste dai parrocchiani    
Una Chiesa in uscita è una Chiesa che si organizza e si mette a camminare. Ma prima essa deve porsi delle domande, per esempio: Chi è la parrocchia? Cosa facciamo per essere missionari? Come possiamo accogliere l’altro? Col dialogo, col sorriso, ma mediante un percorso ed un discernimento. Bisogna chiedersi: cosa vogliamo essere? Luce, carità, sale? Luce, intesa come punto di riferimento; Carità, intesa come essere aperti e disponibili all’accoglienza; sale per gustare la Parola di Dio.
Per esempio, un atto di missionarietà si realizza con i bambini. I bambini possono essere mandati a casa con un impegno missionario; possiamo dire ai bambini di portare un amico a messa, di portare una pagina di Vangelo in famiglia e farla leggere ai genitori. Altra proposta missionaria è quella di visitare le famiglie a due a due.
Voi siete già una parrocchia missionaria, manca solo il fuoco. I discepoli di Emmaus sentirono bruciare il cuore quando il pellegrino spiegava le Scritture.
Allora bisogna prendere la Bibbia in mano e con la Parola di Dio potete diventare il motore della vostra città.
Riflessione finale di p. Ponte
Il vero missionario è Gesù che è dentro di noi; è Lui che cammina, e Lui che accoglie, è lui che sorride, che prega, che ama, etc. Noi dobbiamo solo dare la disponibilità della nostra persona; noi abbiamo una missionarietà personale che viviamo a casa, al lavoro, etc. ma c’è anche una missionarietà comunitaria, perché insieme siamo più convincenti. Si tratta di far cogliere con consapevolezza, in tutte le realtà, la missionari età che già c’è.
Quest’anno abbiamo un Piano pastorale sulla famiglia, ci sono animatori della Caritas parrocchiale, c’è una mensa per i poveri, famiglie che si occupano della preparazione al Battesimo, un centro di ascolto, ministri della comunione ai malati, etc.
Ma bisogna uscire fuori, raggiungere le periferie, i luoghi, per esempio i pub, dove si radunano molte persone, molti giovani.
Dobbiamo trovare una strategia nuova per poterci esprimere perché gli altri ci colgano e ci accolgano come missionari.